...una linea d'inchiostro verso il mattino...

Eccomi

Utente: Ghismou
Nome: Belial
"...mi chiede chi sono:sono un operaio,vede,uno con le mani rovinate,un intruso,uno che ama la bellezza ma è troppo povero per essa,uno che deve sentire di essere odiato, per sapere che non è commmiserato...ma sono sciocchezze." R.M.Rilke

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venerdì, 29 giugno 2007

In cerca di qualcosa

Non so cosa sia, oggi come ieri, semplicemente la voglia di scrivere non c'era. Poi...forse sarà stata una canzone, forse un pensiero così rapido che non ho fatto in tempo a fissarlo nella memoria, non so, ma ho visto le mie mani arrampicarsi sulla tastiera e iniziare a battere i tasti, in cerca di qualcosa, non so bene cosa, forse la bellezza di un tempo, forse solo le parole giuste per questo momento inesplicato, parole giuste per i suoni che le accompagnano adesso. Le lascio fare. Bisognerebbe sempre fidarsi delle proprie mani, sono capaci di grandi cose, di scrivere, leggere, parlare, odiare e perfino amare.
Oggi ho fatto uno sbaglio (solo oggi?), ho fatto sentire in colpa una persona che in fondo aveva la sola colpa di essere lontana, e mentre facevo quella telefonata con la perfetta consapevolezza che era un errore, avevo voglia di sentire quelle voci distanti, le voci di casa, la voce di mio padre, avrei voluto essere li, con loro, mia madre e mio fratello, ridere dei piccoli litigi, aiutarli nelle faccende, essere parte della quotidianità che dalla mia partenza non si è mai fermata, che la mia partenza non ha cambiato. Invece ho solo fatto sentire in colpa mio padre, e dentro ne sentivo una mancanza senza fiato, affondavo il colpo mentre dentro lacrimava il cuore. Ho ripensato al momento in cui avevo composto il numero, ho visto la mia mano fare tutto da sola, non ho saputo fermarla. Le mani sono come noi, sanno anche sbagliare.
Oggi è un giorno piegato dal vento, un vento forte che è quasi un tormento, una piaga sulla pelle che il tempo non cura, che la natura non spiega, che fa male dentro, nel profondo. Fa male pensare che il cuore, quella cosa così complessa che ci rende vivi, che batte fino alla morte, il simbolo di tutto ciò che siamo e proviamo, se ci si pensa bene, non conosce la luce, ma sta immerso nel buio, li in mezzo al petto, un buio senza speranza. E' vero...tutti dentro siamo fatti anche di buio. Non ci avevo mai pensato. Forse è questo che cercavano le mie mani, questa stretta interiore che sento adesso, mentre il buio che ho dentro si distende e mi avvolge in un abbraccio che non comprendo. Vorrei piangere lacrime nere dense di quel buio, svuotarmi dell'oscurità che mi possiede, essere libero, illuminato. Ma ecco, la vedo spuntare dietro l'angolo di un pensiero...e se l'anima di cui parlano preti e poeti, fosse quella fiaccola necessaria ad illuminare il buio che celiamo all'interno. E' vero che ogni luce porta con se delle ombre, che non esiste il bene senza il male, ma sarebbe un giusto compromesso, un dolce equilibrio, se ci fosse davvero un'anima dentro a far da faro, nel mare nero in cui annega il nostro cuore.

(Negramaro – Nella mia stanza)

Postato da: Ghismou a 22:44 | link | commenti (1)
riflessioni

mercoledì, 27 giugno 2007

Io e il Mare

Ho visto il mare, ma non era il mio.
Eppure era li, un mare somigliante a quello che mi ha cresciuto e che poi, in un giorno di Settembre mi ha ricacciato su una fredda spiaggia di cemento, sussurrandomi piano il suo addio. All'epoca avevo finto di non sentire, quelle parole che erano come un rumore, un fruscio silenzioso e potente, un rombo ovattato, un grido muto infrantosi sugli scogli del cuore. Era un addio, ma non ci ho mai creduto davvero, finché poi ho smesso di fingere, ho dimenticato il mare, la sua voce, ciò che era per me.
Poi l'ho rivisto, l'ho visto più volte in questi anni, era come vedere una persona a cui sei stato legato profondamente ma che non senti da troppi anni, una persona con cui qualcosa si è rotto, e ti scopri incapace di ritrovare quel filo che vi teneva uniti, anche solo una parola per ritrovarsi, quella giusta. Io e il mare, un abisso di distanza, eppure dentro sento ancora l'eco dei suoi spazi immensi, le onde spumose che mi accarezzano il cuore quando sono triste, magari non me ne accorgo nemmeno ma il mare c'è sempre, c'è sempre stato. Mi piace pensarlo. Ma sono il solito bugiardo.

Postato da: Ghismou a 12:16 | link | commenti

lunedì, 25 giugno 2007

Sommerso dai libri

A volte mi piacerebbe essere come Zio Paperone, che si tuffava in quell'enorme magazzino di monete d'oro, ecco, io vorrei che fossero libri.
Prossimi libri da acquistare:
Il Fasciocomunista – Pennacchi
N – Ferrero
L'Uomo Senza Qualità – Musil
Magya; Volo; Alchymia – Sage
Ulysses Moore Vol. 3,4,5,6 – Baccalario
Queste oscure materie Vol. 1,2,3 – Pullman

Si...questi con un mutuo, con l'altro mi pago l'astronave che mi porti in giro per lo spazio...

Sono appena stato alla mia libreria preferita, più che una libreria, è uno di quei posti microscopici, dove in meno di quattro metri quadrati stanno ammassati centinaia di libri vecchi (alcuni neanche tanto), e in mezzo a quegli scaffali fin troppo alti e saturi di testi, in un angolo così nascosto che neanche lo vedi, sta seduto il proprietario. E' un uomo alto, anche se a vederlo li rannicchiato non si direbbe, ha la voce da vecchietto, i capelli d'argento, e la parlantina tipica di certi anziani, che ti bloccherebbero per ore a chiaccherare di ogni cosa, ma quello che più predilige questo vecchio signore, sono i suoi libri o i suoi fumetti, come se li avesse letti tutti uno per uno, e se si ha un po' di pazienza può risultare un'esperienza affascinante. La caramella è obbligatoria (anche se oggi, ahimè, mi è capitata la liquirizia...) e lo sconto è garantito. E i prezzi...i prezzi sono quelli che davvero vorresti vedere, sono davvero libri usati venduti come usati, non come se fossero nuovi, come si vede in altri posti che di simile hanno solo l'aspetto esteriore e dove il proprietario ti guarda spesso come se fossi un taccheggiatore e se non compri nulla nemmeno ti saluta. Non so se anche questo vecchio signore mi toglierebbe il saluto per un mancato acquisto, ma il fatto è che non credo lo saprò mai, perché entri e non puoi non comprare qualcosa.
Era un bel pezzo che non ci andavo, e anche stavolta è stata una piacevole sorpresa, dovrebbero essercene di più posti come questo...o meglio...persone come questa.

Libri acquistati:
Jack Frusciante è uscito dal gruppo – Brizzi (la seconda volta che lo compro visto che una manina troppo lesta e 'gentile' me lo ha fatto sparire...)
Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile – Brizzi
Elianto – Benni

Guarirò mai da questa 'malattia' di leggere di quest'ultimo periodo? Forse si...mi guariranno gli esami andati male, i prof incacchiati, l'Estate che avanza, il portafoglio vuoto...ma è una malattia da cui non voglio guarire... voglio star male di libri e di parole...vomitare sui fogli l'ispirazione, le fantasie scatenate dai venti di altri scrittori, essere parte di quel mondo magico che ci aiuta a sopportare tutto il resto, essere prigione e rifugio, e non perdere mai la voglia di dire...

Postato da: Ghismou a 18:26 | link | commenti (2)
libri

domenica, 24 giugno 2007

Un Giorno Speciale

E così ti sposi...non riesco a smettere di sorridere, L'unica cosa che mi fa davvero male in tutto questo è il fatto che non ci sarò in quel momento, dovrò accontentarmi di sognarlo, magari solo di scriverlo...
Vi immagino entrambi davanti al prete, tu all'apparenza serio, con un sorriso forse un po' tirato, perché sei nervoso, emozionato, sposti lo sguardo dal prete al Cristo in croce, e mentre lui parla, non Gesù ma il prete, cerchi di cogliere bene tutte le parole per fissare meglio che puoi quei momenti speciali, ma il pensiero ogni tanto ti scivola via magari, e pensi a tutta la tua vita, a quello che sarà dopo, a quanto sei felice, a quanto è bella la ragazza al tuo fianco, che intanto sbirci con la coda dell'occhio per paura di incrociare il suo sguardo e ridere entrambi...chissà. Lei è radiosa, brilla di una luce che è due volte più splendente di quanto si possa pensare, perché sono due vite che brillano allo stesso tempo, una fiaccola con due stoppini, un sole a due nuclei, un corpo e due anime, la perfezione della creazione che si completa nel suo sorriso. Forse vi tenete per mano, forse lei tiene un bouquet, questo non posso saperlo, però immagino te, che forse per il caldo, forse per l'emozione avrai pruriti ovunque, come spesso accade nei momenti in cui si dovrebbe stare fermi, ma resisterai con fermezza, mentre tutti gli astanti vi osserveranno pieni di belle speranze e sorrisi. Poi arriverà il momento del 'Si, lo voglio', e accidenti se fa male non essere li a sentirlo, però al solo pensiero sorrido ugualmente, perché mi sembra di sentire la tua voce, mi sembra di essere li a poche file da voi, e sentire dire a te la formula dell'occasione, con l'anello in mano e tutta l'emozione e la gioia possibili nel cuore. Ripenso a tutte quelle notti passate a raccontarci la vita, il passato e il futuro, a mescolare ricordi e desideri in unico calderone magico, mentre tu bevevi la tua camomilla, e io fingevo di suonare quella vecchia chitarra. E' in quei momenti che nasce l'amicizia forse, quando si condividono le esperienze, i propri rimpianti, le proprie vittorie, i sogni e le speranze, tutto quanto, messo nello stesso piatto, che alla fine si vince insieme.
Vedo il bacio che vi date alla fine, di fronte a tutti, sarà un bacio timido, tenero, o forse non vi bacerete, non so come funziona, però mi piace pensare di si. Quando uscirete dalla chiesa, e tutti saranno fuori a farvi gli auguri, a tirarvi il riso, e a riempirvi di abbracci, fate finta un istante che in mezzo a quella folla ci sia anch'io. Vi auguro tutto il bene del mondo, a voi e alla piccola Gaia, quando verrà tra noi.


Per Amedeo e Claudia, con affetto.

Postato da: Ghismou a 22:15 | link | commenti (1)

giovedì, 21 giugno 2007

It's Only Fear

Fra poche ore ho un esame, il più importante forse, di certo il più difficile. Quando manca poco ad un esame si ripensa a tutto il tempo speso con fatica e a tutto il tempo che si è perso, cercando di giustificare quest'ultimo nel migliore dei modi. Il fatto è che anche quando si riesce a convincere se stessi di aver fatto tutto il nostro meglio, rimane sempre una nota distorta, una sbavatura nello spartito che ci accingiamo a suonare. Così non mi resta che sperare, sperare che comunque vada bene, che quando sarò seduto tra quei banchi piccoli e scomodi per la mole di libri che ognuno di noi avrà con se, dovrò pensare solo ai momenti migliori di questo lungo percorso, a quei pomeriggi intensi spremuti fino all'ultimo istante, alle cose a cui ho rinunciato per essere li in quel momento, per essere pronto quanto possibile. Forse non basterà, forse resterò attonito a fissare il foglio bianco, ma sono solo dei forse, non portano a nulla, e quella che ora mi stringe il petto non è nulla di terribile, è solo paura.
E non possiamo permettere che la paura pregiudichi sempre ogni nostra azione, perfino il pensiero. Ci pensa già troppo spesso a fotterci, lo fa con l'inganno, lo fa in silenzio, smussando gli spigoli del nostro orgoglio, della nostra volontà, ma a volte si mostra in tutto il suo oscuro peso nel cuore, per cui ora che riesco a vederla e a sentirla, mi basterà avvicinare le mani su di essa, la mani tremanti, sudate, ed estirparla via prima che mi consumi. Quello che accadrà dopo...solo quel dannatissimo prof potrà dirlo.

Canzone del giorno --------->     Alexi Mudoch - It' s Only Fear

Postato da: Ghismou a 11:09 | link | commenti (3)

domenica, 17 giugno 2007

Muto Notturno

Ho alzato gli occhi al cielo, muto notturno, come il mio cuore muto, ho visto nel cielo la Luna Demone, un ghigno crudele, un'unghia di strega, nebbia spettrale, fosca visione, una punta stellata, lentiggine solitaria, l'occhio del Mago, l'occhio di Dio, ho visto la notte avvolgersi attorno a quel sorriso sfocato, ingiallito da un Sole nascosto dal resto del mondo. Per un attimo ho pensato che si materializzasse qualcuno nel giardino poco distante, che una fata bellissima e sorridente, o la Morte scura e ghignante, mi sarebbe apparsa di fronte, travestite l'una dall'altra, scambiandosi i ruoli per canzonare la mia fantasia, o le mie nascoste speranze. Non è apparso nessuno, ma sono andato via seguito da quel sorriso. La moto sbandava sotto quello sguardo fisso, che illumina ogni angolo buio della nostra coscienza. Mi sono sentito spogliato, indifeso, colpevole. Ho pensato di fuggire, ho chiuso gli occhi un'istante, perché il pensiero cambiasse la strada, ed essa diventasse la via dorata che porta alla Città di Smeraldo, dove poter chiedere finalmente un desiderio, e trovare la strada di casa. Ma gli occhi hanno tradito il pensiero, hanno seguito i fari, le auto, le luci fioche dei lampioni, i semafori rossi, mentre mi allontanavo da quel sorriso nel cielo, voltandogli le spalle. E sebbene non potessi sapere quanto esso potesse essere crudele o benigno, ancora presente o già tramontato al di là di grigie colline di cemento, avrei voluto voltarmi e seguire quella stella che accompagna ogni notte la Luna, come un guardiano o semplicemente un'altra entità altrettanto importante, come fosse un angelo bianco e fulgido, che bilanci il tetro ghigno fatato della Luna vagante. Bene e Male che convivono in un piccolo pezzo di cielo, e insieme giustificano le nostre emozioni contrastanti, i brividi, le speranze e le paure che si mescolano e poi si confondono, quando una sera qualunque, uscendo di casa, alziamo gli occhi al cielo notturno, muto Notturno senza alcun suono di piano, e osserviamo le grida silenziose e potenti di una battaglia senza fine né memoria; un'eterna schermaglia che ci vede prigionieri e spettatori, vittime inconsapevoli, anime sparse su questa terra ferita, che ci riflette uno per uno, ogni notte, nel cielo trapunto di stelle...

Postato da: Ghismou a 22:45 | link | commenti
riflessioni

venerdì, 15 giugno 2007

Una giornata particolare

Ieri è stata una bella giornata, densa, viva, ricca di colori e di forme, e di formule e versi, universi intrecciati, un anello perfetto di una dolce catena d'argento. Oggi invece, è un giorno ancora da completare, un momento inatteso, un sorriso leggero, un o spazio indifeso che si scopre libero, una giornata particolare.
Stamattina, sono stato in biblioteca, la Santa Biblioteca ricordate? Consegnavo dei libri, e una signora che lavora li, vedendomi tornare per l'ennesima volta in appena due settimane, mi ha chiesto se ero io a leggere tutti queli libri presi in prestito. Ho ammesso che è un periodo che non so stancarmi della lettura, e lei di rmando, mi ha chiesto consigli sui libri, commenti, riflessioni, quali fossero adatti per i più giovani e quali no. Mi ha spiazzato, ho sorriso. Non tanto per la richiesta, ma perchè quando finisci di leggere un libro, e ti è piaciuto, vorresti subito parlarne con qualcuno, raccontarlo, commentarlo, diffondere quel brivido che hai provato leggendo l'ultima riga, condividere l'elettricità di quel momento. Spesso non si trova nessuno con cui farlo, il libro che hai letto torna enllo scaffale, della tua stanza e del tuo cuore e li rimane, nella speranza che un ricordo lo raccolga, o dopo molti anni che esista ancora in te quella stessa persona che un giorno quel libro l'aveva amato.
Oggi ho ripreso anche a studiare, ho ritrovato me stesso insieme ad un sorriso. Posso farcela, magari non adesso, ma posso. E' questo che conta. Ora devo andare. Questo post rimane incompleto come questa giornata. Mi appresto a viverla ancora, e vedere cosa mi porterà di bello.....a parte il conto del dentista.

Postato da: Ghismou a 13:19 | link | commenti (1)

martedì, 12 giugno 2007

Nella memoria...

Un tuono riempie tutta la volta celeste, che di celeste adesso ha ben poco. Nuvole grigie, nuvole nere, e tutta la pioggia che cade, non sembra neanche un giorno di Giugno.
Oggi, ho cercato nella memoria la voglia perduta, la determinazione, la conoscenza, ho cercato nella memoria equazioni e formule, numeri utili, angoli di filetto di viti senza fine, il momento di un'asta, l'inerzia del suo oscillare, ho cercato un libro tra tutti che rispondesse a quelle domande, alle molle spezzate, ai cordoni di saldatura, alle linee di spiaggia da cui guardare il mare perdersi in una frattura, un albero di trasmissione rotto a fatica, una flangia usurata, un cuscinetto bruciato, ma in tutto questo, alla fine, ho trovato te. Ho trovato noi due, su di uno scooter malandato e scomodo, diretti verso il mare, quando toccare i 70 era un sogno irraggiungibile, non in due su una moto vecchia e malconcia, quando cercavamo di schivare la nuvola bianca di fumo puzzolente che ci seguiva, i miasmi di una marmitta stanca e incapace. Ho trovato noi due seduti su quel mezzo che ci portava lontano, diciotto chilometri di campagna per vedere il mare, per sentire l'odore di salsedine invece che quello dei concimi. Parlavamo di cazzate, parlavamo e ridevamo di ogni cosa, parlavamo di amicizia, disquisizioni impagabili sull'amore, inarrivabili sproloqui sui sentimenti, sogni giovanili, fresche speranze, sorrisi imperscrutabili rivolti ad un futuro ignoto e lontano, eravamo sinceri, eravamo cattivi per finta, soli per abitudine e grandi per necessità. Abbiamo parlato di così tante cose, abbiamo scritto mille storie e cantato mille canzoni, e oggi ne ho sentito la musica, ho sentito una voce narrante. Ho pensato che fosse bello ricordare, e che un albero di trasmissione rotto a fatica non si può riparare, ma un ricordo come questo, come tanti altri, neppure a fatica, il tempo lo potrà mai cancellare.

Postato da: Ghismou a 16:26 | link | commenti (1)
riflessioni

mercoledì, 06 giugno 2007

Il Conte De Fenestrato

NOTA: Posto qui questo brano, è solo un pezzo, il resto è ben conservato, chissà però che non continui presto....mi sono divertito molto a scriverlo, spero che sia divertente leggerlo...

Il Conte De Fenestrato si lisciava la sottile barbetta nera e si arricciava i buffi baffetti a rotella che gli pendevano come scure e assurde liane dal labbro superiore. Il suo sguardo maligno si posava sulle posate unte e sporche ancora del pasto precedente, fino al piatto ancora vuoto.
“Armando!” chiamò a gran voce, con la sua voce potente e profonda, cavernosa come una grotta segreta a paurosa, roca come un profondo supplizio sulla pelle.
“La mia cena!!” Batté la forchetta sul tavolaccio di legno e il candelabro elettrico vibrò vistosamente, girò su stesso, e poi cadde, e cadendo si spense.
Il Conte borbottò infastidito e mugugnò parole astiose nei confronti del suo ritardatario servitore.
Fuori dalla finestra una Luna bianca, e poco piena, si sollevava a fatica su un cielo fitto di nuvole come fossero gradini, affondava sparendo su quei paffuti fumetti grigi che quasi leggevi le parole delle stelle, in fondo il cielo notturno, se hai un po di fantasia, può sembrare un grande fumetto, una striscia comica, o un quadro crudele...
Un piccolo raggio di Luna fece capolino dalla vecchia finestra del castello, nella sala da pranzo dove il Conte picchiettava sul tavolo con la sua forchetta sporca e unta. Le luci sulle pareti erano sufficienti per illuminare la tavola, ma tutto intorno era buio, e non si vedevano altri mobili, oltre a quel lungo tavolo di legno vecchio e umido e scheggiato, e l'unica sedia dove sedeva il Conte, del resto, non aveva bisogno di altre sedie, perché il Conte De Fenestrato non aveva un amico neanche a pagarlo.
Ci aveva provato una volta, a pagarne uno, era per un losco affare immobiliare, il suo falso amico non sopportò un ora di più la compagnia del suo perfido compare, e una volta incontrato l'agente immobiliare non solo risolse l'affare a suo favore, ma addirittura fuggì con l'agente stesso, che si era dimostrato fin troppo compiacente.
Un' altra volta aveva avuto degli ospiti di riguardo, personalità di spicco ignare della persona che avevano di fronte, che accettarono di fare una visita al castello, in favore di una buona compagnia, e magari della possibilità di chiedere in affitto quelle grandi stanze per feste, banchetti o ricevimenti di ogni tipo, ma il Conte aveva scarso interesse per questo tipo di affari, troppo legali a suo parere, così rendeva insopportabile la visita di questi intrepidi nobili, che si trovavano nel piatto, zampe di capra appena mozzate, occhi di scimmia appena sgusciati, o un calzino sporco del Conte, per altro bucato.
Scappavano via urlando, tutti, ogni qual volta il conte faceva il suo ingresso o la sua comparsa. E il conte seppur ridesse di gusto in barba ad ogni fuga, in cuor suo si chiedeva cosa mai avesse fatto di ingiusto... E' certo che il Conte avesse delle fette spesse di prosciutto negli occhi, chi riuscirebbe del resto a digerire una zampa di capra cruda, occhi di scimmia non conditi, o un calzino bucato?
La sua inclinazione al male , era solito ripetersi, era dovuta ad un trauma giovanile, quando un giovane rampollo della contea di GranFracasso ebbe l'ardire di rubare l'animo di una fanciulla a cui il Conte aveva regalato il cuore, e la fanciulla sebbene avesse promesso di restargli vicina e rifiutare il baldo giovanotto, finì con il compiacerli entrambi, fino ad abbandonare definitivamente il Conte.
“Ti puzzano i calzini!” disse lei urlando e sbattendo la porta, l'ultima volta che la vide. Il Conte era furibondo, si recò nella casa dal giovanotto, buttò giù la porta con un calcio ben assestato (che poi ricordò tutta la notte tra i lamenti) salì le scale e li trovò abbracciati in un giaciglio di rose...
“Odio le rose!” disse, “ E odio tutti voi!” si lanciò sulla donna a mani protese come a volerla strozzare, ma il giovane fu lesto, lo prese per la collottola e per il pantalone e fu così che il Conte fu defenestrato di nome e di fatto.
“Eccomi, eccomi signore” Armando arrivò al trotto col vassoio pericolosamente ondeggiante sulle sue vecchie mani ingiallite, che quasi la minestra si rovesciò sul capo canuto del perfido Conte...
“Prima o poi farò mettere te nella zuppa!!” Gli gridò contro il Conte infuriato e affamato.
“Se credete che col the sia più buona signore, darò istruzioni in cucina..”
Armando oltre ad essere un po' tardo o forse solo dotato di un sottile umorismo, era anche un gran bugiardo, perché come potete pensare che qualcuno si abbassi a cucinare per il perfido Conte, se non un vecchio un po' tardo, o forse dotato di un sottile umorismo?

Postato da: Ghismou a 12:10 | link | commenti
scrivere

lunedì, 04 giugno 2007

Santa Biblioteca

E' proprio il caso di dirlo. In questo periodo che studiare sembra la cosa più difficile del mondo, e che dopo tanto tempo si è riaccesa quella fiamma ardente che mi spinge a leggere libri tutto d'un fiato, non si può non essere grati nei confronti della Santa Biblioteca. Una volta tanto non mi riferisco a quel luogo buio e pieno di cervelli fritti che si friggono, in cui mi friggo ogni giorno da circa sette anni, no, stavolta parlo di quel luogo silenzioso e accogliente, pieno di donnine gentili come mamme, e pieno di libri, scaffali pieni di mondi da leggere e da scoprire, con un solo odiosissimo difetto....i libri vanno restituiti. E' una cosa che faccio a malincuore, non restituirli, ma prenderli in prestito perchè so che poi li devo per forza riportare indietro. E cosa c'è di più brutto quando si è letto un libro, se non separarsene, a meno che non sia un libro orribile ovviamente. Ma quando si è in ristrettezze finanziarie e i prezzi dei libri diventano a dir poco spaventosi, considerando che si leggono in due, dico DUE, giorni, e me la sono presa pure comoda...allora è il caso di rivolgersi a Santa Bilioteca e mandare giù il rospo di dover portare indietro il libro.
In questo periodo il bambino che è in me ha preso completamente possesso del timone della mia voglia di leggere e si è imbarcato per i vasti e avventurosi mari della letteratura per ragazzi, che poi ad un'attenta osservazione, tanto per ragazzi alcuni libri non sembrano. Certo, il piccolo principe letto a dieci o a trenta anni credo che abbia una sostanziale differenza.
Sta di fatto che nelle ultime due settimane ho avuto il piacere di leggere quella miscela di umor nero, avventura tragica e snervante quanto divertente che è Una Serie di Sfortunati Eventi di Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler) e in attesa degli ultimi due volumi della lunga avventura/sventura degli orfani Baudelaire, sono inciampato su un altro scrittore, nostrano stavolta, un certo Pierdomenico Baccalario che sotto lo pseudonimo di
Ulysses Moore racconta la storia di tre giovani ragazzini che nell'ansia di scoprire chi sia questo fantomatico personaggio, scoprono niente meno che il viaggio nel tempo. Il bello di questa serie, di cui ho per ora letto solo il primo volume (quello costosissimo letto in due giorni di cui sopra.....) è l'aspetto stesso dei libri, oltre la storia ovviamente, illustrazioni, copertina e tutto ne giustificano il prezzo....anche se altre 4-500 pagine l'avrebbero giustificato di più...
In attesa di potermi permettere i voumi successivi, oggi ho preso in prestito altri tre libri che sembrano promettere bene, anche perchè forse di spesore leggermente superiore ai precedenti (non per numero di pagine!!):

Michael Ende (quello della Storia Infinita..per chi non lo sapesse) - Momo

Gregory Maguire - Strega (questo è stato una sorpresa...la cattivissima straga del mago di oz protgonista di una storia che narra la sua infanzia, il suo punto di vista....che questa strega crudele e verdognola dal viso affilato e i denti da squalo non sia poi così cattiva...?)

Elisabetta Gnone - Fairy Oak - il segreto delle gemelle (Ok...mi vergogno di averlo preso in prestito...questo piu che un libro per bambini sembra 'per bambine' e i mio orgoglio maschile mi stava per imporre di riporlo sullo scaffale, ma per onor di cronaca....)

Sperando di avere consigliato dei buoni libri, e che alcuni magari vengano letti, mi/vi auguro Buona Lettura... e torno a studiare............................forse.

Postato da: Ghismou a 14:12 | link | commenti (17)
libri